“La Musica è una legge morale: essa dà anima all’Universo, ali al pensiero, slancio all’immaginazione, fascino alla tristezza, impulso alla gioia e vita a tutte le cose. Essa è l’essenza dell’ordine ed eleva ciò che è buono, giusto e bello, di cui è la forma invisibile, ma tuttavia splendente, appassionata ed eterna” scriveva Platone.

La musica è presente in tutte le culture e si è evoluta di pari passo con l’umanità. Oggi, grazie allo sviluppo delle neuroscienze, è provato che lo studio, la pratica e l’ascolto della musica, soprattutto in età evolutiva, hanno un impatto concreto sulla struttura del cervello.

Diverse esperienze e diversi studi sociali ne dimostrano, inoltre, la capacità di favorire il senso di appartenenza alla comunità e l’inclusione sociale, intesa come il processo di miglioramento delle condizioni di partecipazione nella società, in particolare per le persone più svantaggiate, favorendo le pari opportunità, l’accesso alle risorse e il rispetto dei diritti

In questi termini, ha ricevuto molta attenzione “El Sistema”: un metodo di didattica musicale sviluppato nel 1975 in Venezuela dal musicista ed economista José Antonio Abreu per avvicinare i ragazzi più poveri alla musica e portare un cambiamento nella società.

Quello di Abreu è diventato un vero e proprio modello esportato nel mondo: ad oggi sono più di 125 le iniziative ispirate a El Sistema, avviate in oltre 40 paesi sparsi in tutti e cinque i continenti.

La forza di questo metodo è quello di aver combinato forti principi di giustizia sociale con l’approccio musicale, costituendo un valido modo per trasformare la società attraverso l’empowerment individuale. Lo studio, l’espressione artistica e l’inserimento in cori e orchestre, senza alcun esborso economico per le famiglie, ha offerto a migliaia di ragazzi e ragazze un’alternativa al disagio sociale e alla criminalità giovanile, e continua a rappresentare un esempio stimolante verso l’emancipazione e un’opportunità professionale per talenti.

Nel villaggio di Kpalimé, in Togo, c’è un ex professore di liceo e musicista che nutre la stessa visione di inclusione ed emancipazione. Abalo offre da anni lezioni gratuite di pratica e teoria musicale e ha iniziato a costruire una struttura da adibire a scuola di musica, con l’obiettivo di creare un vero e proprio spazio culturale e sociale aperto a tutti, soprattutto ai più giovani.

In Togo l’età media è di 19 anni e metà della popolazione vive sotto la soglia di povertà. Tali condizioni non offrono molte alternative ai giovani, pertanto forte è la disoccupazione e alto il rischio di alcolismo e delinquenza. La scuola di musica di Abalo potrebbe rappresentare un presidio contro il disagio sociale e possiamo tutti contribuire a ad offrire un’alternativa ai giovani di Kpalimé sostenendo questo piccolo grande progetto.

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