Normativa nel mondo

Costituendo un fenomeno innovativo e relativamente giovane, il Crowdfunding non sempre è regolamentato in maniera esaustiva ed organica dalle legislazioni vigenti nei vari paesi. Ciò pone non pochi problemi se pensiamo alla rapida e continua diffusione del fenomeno che non può spesso contare su un dato normativo e di regolamentazione certo ed esaustivo.

Se pensiamo alla natura del Crowfounding, si stratta, ad oggi, di una forma di finanziamento atipico non inquadrabile facilmente e mancante, pertanto, di una disciplina legislativa chiara, completa e propria per ciascuna delle tipologie indicate. Vi sono ancora diverse lacune da superare, nonostante i recenti sforzi di regolamentazione negli Stati Uniti e di armonizzazione a livello Europeo. Le predette difficoltà vengono acuite dal difficile inquadramento tributario, dalle possibili problematiche poste dal diritto penale (truffa, riciclaggio etc) e quelle inerenti il diritto civile e commerciale (protezione dati personali, consumatore, disciplina brevetti ed opere dell’ingegno e sull’invenzioni).

 

USA

La legislazione cardine, cui si sono ispirati i successivi interventi legislativi europei e nazionali, è stata varata dagli Stati Uniti con il famoso Jobs Act.

Normativa Usa – Il JOBS Act.

La normativa americana sul Crowdfunding è stata promulgata nel 2012 con il provvedimento denominato “Jumpstart Our Business Start-up Act del 5 aprile 2012 – Public Law 112-106 – 4 aprile 2012”, che nonostante, le modifiche intervenute, regolamenta esclusivamente l’Equity-Crowdfunding. La normativa ha registrato nel corso del tempo vari emendamenti e prevede dei punti cardine, così sintetizzati:

  • Offerta di ammontare massimo pari ad usd 1.070.000,00. Una società, ricorrendo allo strumento del Crowdfunding, può raccogliere in un periodo di 12 mesi un ammontare pari ad una cifra massima, prestabilita.
  • Il limite del contributo massimo che l’investitore può versare varia a seconda del reddito complessivo e del patrimonio disponibile riferiti al nucleo familiare.
  • L’offerta deve avvenire tramite un unico intermediario a ciò abilitato.
  • Alcuni soggetti giuridici non possono usufruire della disciplina del Crowdfunding. Sono esclusi infatti:

1) Società non statunitensi;

  • 2) Società di investimento;

3) Società non accreditate secondo le regole di esclusione previste dal regolamento;

4) Non hanno un business plan ovvero che non hanno ottemperato alle informative di bilancio obbligatorie nei due anni precedenti l’offerta.

Vi sono poi tutta una serie di indicazioni specifiche circa le modalità di pubblicazione dell’offerta e sugli obblighi informativi in capo al proponente

 

Regno Unito

La Gran Bretagna ha adottato una normativa specifica per il Crowdfunding di tipo equity e peer to peer lending, contenuta all’interno del “Financial Services and Markets Act 2000”.

L’organismo di controllo di riferimento è il “Financial Conduct Authority” (FCA) che ha introdotto una serie nuova di provvedimenti nel 2014 prevedendo una serie aggiuntiva di requisiti per le piattaforme di equity crowdfunding.

Per quanto concerne l’equity based si è prevista l’adozione di un sistema di screening al fine di classificare gli investitori in “sophisticated” e “non sophisticated”. Se l’investitore ricade nella prima categoria vi è un limite analogo a quello imposto dalla normativa Usa, ovvero si è autorizzati ad investire non più del 10% del proprio patrimonio netto e ciò riguarda tutte le operazioni di Crowdfunding cui il soggetto voglia aderire.

La normativa peer to peer lending si applica nell’ipotesi in cui il creditore è un privato e se il mutuatario è un privato con una richiesta di prestito inferiore ad unca data cifra e se trattasi di un prestito contratto per finalità estranee a quelle lavorative. Anche per le piattaforme di lending è prevista una procedura di autorizzazione e di accreditamento da parte della FCA.

Molto ben dettagliate sono le disposizioni relative alle modalità di comunicazione delle offerte inerenti il linguaggio e la chiarezza dell’esposizione dei progetti e dei relativi rischi che devono essere rispettate.

Le autorità governative britanniche sono molto sensibili al fenomeno del Crowdfunding, lo strumento viene visto come un’importante fonte di finanziamento ed investimento alternativo per le aziende e sono stati emanati diversi provvedimenti per favorirne la massima diffusione.

Analogamente ad altri paesi il reward ed il donation-crowdfunding non sono soggetti alla FCA.

 

Francia

Il Quadro normative francese si caratterizza per l’attenzione alla trasparenza ed all’informazione degli accordi vincolanti tra piattaforme ed investitori ed a tal fine sono previsti limiti massimi sugli investimenti e fondi raccolti.

La regolamentazione, in analogia ad altri stati, disciplina prevalentemente il P2P e l’Equity-Crowdfunding e prevede specifiche eccezioni al prospetto informativo oltre che precisi incentivi fiscali quali la compensazione delle perdite finanziarie.

La legislazione prevede l’istituzione dei CIP (Conseiller en Investissement Participatif) per l’equity-crowdfunding e l’IFP (intermédiaire en Financement Participatif), quali intermediari qualificati nelle operazioni di crowdfunding.

Anche in Francia non è presente alcun regolamento specifico per il donation ed il reward based crowdfunding.

 

Spagna

La regolamentazione del Crowfounding in Spagna è stata varata il 28 aprile del 2015 nel “Boletin Oficial de Estado la Ley 5/2015 de 27 de abril, de fomento de la fianciaciòn empresarial”, denominata anche LFFE.

Al pari di altri stati membri dell’Unione, anche la Spagna adotta definizioni simili, relativamente alla distinzione tra investitori qualificati e non, ed alle limitazioni di investimento per ognuna delle tipologie di Crowdfunding regolamentate, ossia, sempre l’equity ed il P2P. La distinzione tra le due tipologie di investitori è riconducibile a dei parametri quantitativi:

  • Soggetti con reddito complessivo superiore a 50.000 euro annui ovvero che detengono un patrimonio finanziario superiore ad euro 100.000
  • Soggetti con reddito inferiore ai 50.000 euro

La classificazione nell’una o nell’altra categoria di investitore si traduce in un diverso importo quantitativo di investimento in uno stesso progetto, ovvero una somma superiore ai 10.000,00 euro nella stessa piattaforma nel corso dell’anno.

Le piattaforme che ricadono nella disciplina regolamentare (n.d.r. P2P ed equty) sono soggette ad autorizzazione e controllo da parte della CNVV, (Comisiòn Nacional del Mercado de Valores), ovvero il Banco de Espagna.

 

Germania

La regolamentazione tedesca è stata varata nel 2015 con l’approvazione del “Kleinanlegerschutzgesetz”– BGBL 2015 IS.1114 inerente l’Equity-Crowdfunding.

Sono previste semplificazioni relativamente al prospetto informativo per somme richieste con progetti inferiori a 2,5 milioni di euro. In caso contrario, è necessario presentare un prospetto più articolato denominato “Vermogensanlagen-informationsblatt”, da depositare presso l’autorità garante per la vigilanza dei mercati finanziari, la BAFIN.

Analogamente a quanto previsto da altre legislazioni, sono previsti degli importi massimi di finanziamento a carico del privato e pari ad euro 10.000,00. Nell’ipotesi in cui si superino i 1000,00 euro di contributo è necessario anche autocertificare di avere un patrimonio da investimento superiore a 100.000 euro.

Al pari di altre legislazioni non sono previsti limiti per gli investitori classificati nella categoria “professionale”.

L’informativa finanziaria e la tutela degli investitori è particolarmente esigente. È previsto, innanzitutto, un diritto di recesso entro i 14 giorni dalla sottoscrizione, inoltre si prevede una chiara e trasparente informativa relativamente ai pericoli di perdite in conto capitale che i sottoscrittori possono incorrere.

 

Olanda

La normativa olandese è contenuta nel “Crowdfunding Decree”, pubblicata il primo aprile del 2016 nel”Bulletin of Acts and Decrees Stb 2016, number 98”e riguarda il P2P e l’equity-Crowdfunding.

Per le operazioni di Crowdfunding sono previsti limiti di investimento pari ad euro 40.000 per l’equity ed euro 80.000 per il lending. È previsto anche un diritto di recesso ma limitato alle 24 ore successive alla sottoscrizione, senza alcun costo aggiuntivo. Le piattaforme devono, tra l’altro, compilare anche un questionario da inviare alle autorità competenti per consentire di monitorare lo sviluppo del mercato del Crowdfunding.

Le piattaforme Equity-based devono essere accreditate secondo la normativa MIFID, mentre quelle P2P devono ottenere una deroga per non ricadere nell’ambito di applicazione della normativa riguardante gli intermediari finanziari per quel che concerne i fondi rimborsabili. Se però l’offerta di lending si caratterizza come offerta di credito al consumo sarà necessario essere accreditati come tali, fermo restando l’esonero dall’ottenere una vera e propria licenza bancaria.

Anche l’Olanda, in ragione della maggiore facilità di inquadramento giuridico, non ha una regolamentazione specifica per il Reward e Donation.