Il Regolamento UE 2020/1503- I «Nuovi Confini» del Crowdfunding

da Dic 3, 2020News1 commento

Una nuova normativa europea è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. Si tratta del nuovo Regolamento UE 2020/1503 sul Crowdfunding, che entrerà in vigore a partire dal 10 Novembre 2020 e troverà applicazione a partire dal 10 novembre 2021, divenendo direttamente applicabile e giuridicamente vincolante per tutti gli Stati che sono tenuti al rispetto delle norme del diritto dell’Unione Europea.

Il Regolamento ha lo scopo di creare un regime armonizzato in materia di crowdfunding, in tutti i Paesi Membri dell’Unione Europea. La normativa è il risultato di un lungo confronto durato più di due anni, che ha subito una svolta per via del numero sempre maggiore di piattaforme di Crowdfunding presenti all’interno degli Stati e regolamentate in modo disomogeneo, in quanto rispondenti alla normativa del singolo paese.

La normativa vigente è frammentata e diseguale tra i paesi, ed è ritenuta una delle maggiori cause di disincentivo da parte dei donatori (i quali preferiscono donare o investire in crowdfunding all’interno dei propri confini nazionali, dove percepiscono una maggiore tutela giuridica), ma anche dai parte dei gestori delle piattaforme (scoraggiati dall’offrre servizi al di fuori dei propri confini nazionali).

L’Unione Europea per incentivare e promuovere lo scambio di servizi transfrontalieri, tramite il crowdfunding, ha stabilito dei requisiti uniformi in tema di prestazione di servizi di crowdfunding, di organizzazione, di autorizzazione e di vigilanza degli European Crowdfunding Service Providers (ECSP) e di tutela degli investitori.

Sono da ritenersi ambiti di applicazione della normativa i servizi di crowdfunding basati sull’investimento, e cioè l’Equity Crowdfunding e il Lending Crowdfunding, così come riporta l’art. 2 del regolamento,  i servizi crowdfunding  a cui si fa riferimento, sono solo quelli che consistono nel favorire l’incontro tra investitori che vogliono finanziare un’attività economica e offerenti che vogliono finanziare propri progetti imprenditoriali, attraverso la concessione di prestiti o il collocamento di valori mobiliari e strumenti finanziari. Fissando un limite massimo alle offerte che possono essere fatte trmite piattaforme di crowdfunding, pari a 5 milioni di euro.

In quanto all’autorizzazione, ciascun prestatore che sia interessato a fornire i Servizi Crowdfunding, deve presentare apposita domanda davanti all’autorità competente dello Stato membro in cui è stabilito, ed entro 3 mesi dal ricevimento della domanda, l’autorità adotta una decisione motivata di accoglimento o rigetto della domanda e ne informa l’ESMA la quale istituisce un registro pubblico di tutti i fornitori di servizi di crowdfunding, pubblicato sul suo sito web e regolarmente aggiornato.

In materia di tutela degli investitori, il regolamento pone una distinzione tra investitori ‘sofisticati’ e investitori ‘non sofisticati’ e ne definisce livelli differenziati di tutela. La distinzione è data sia dalla Direttiva 2014/65/UE (che divide il cliente professionale dal cliente al dettaglio) e dall’esperienza del potenziale investitore in materia di crowdfunding. Tuttavia, in modo indistinto il Regolamento prevede l’obblico degli ECSP di fornire agli investitori tutte le informazioni relative al portale, i costi, i rischi e gli oneri ad esso collegati.

La presenza di questo regolamento dimostra il fatto che anche nel territorio dell’Unione Europea, sempre più enti, profit e non profit, decidono di utilizzare forme di finanziamento dal basso per la realizzazione di attivià, progetti ed idee, ecco perché diviene sempre più importante rimanere aggiornati!

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