CLIMATE ACTION: LA SFIDA PER COMBATTERE IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

da Feb 4, 2022News1 commento

Il Goal 13 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite incita tutti gli Stati ad intraprendere un’azione urgente e condivisa per contrastare e risolvere gli impatti della cambiamento climatico.

Per comprendere l’impellenza della sfida promossa e presa a carico dalla comunità internazionale, ci si soffermi sul fenomeno del cambiamento climatico. Il climate change ha da sempre interessato la Terra ed è veicolato da due principali elementi: fattori naturali e fattori umani; se infatti, le variazioni naturali hanno sin da tempi immemori condizionato Ere, evoluzioni e mutamenti terrestri, l’azione, l’impatto e soprattutto le responsabilità dell’uomo ne stanno oggi trasfigurando velocità e conseguenze. Se il clima è sempre cambiato, non l’ha mai fatto così in fretta ed in maniera così preoccupante e la crisi climatica ne è la diretta conseguenza. Lo sfruttamento di combustibili fossili, come il carbone o il petrolio, produce emissioni di gas serra che agiscono come una coperta avvolta intorno alla Terra, intrappolando il calore del sole e aumentando le temperature. Da ciò l’allarmante global warming, il riscaldamento globale che produce i noti effetti quali aumento del livello del mare, scioglimento dei ghiacciai polari e fenomeni meteorologici estremi, come incendi, desertificazione, siccità. Con i suoi tre principali target, il Goal 13 intende quindi promuovere la resilienza dei Paesi per contrastare efficacemente disastri naturali legati alla crisi climatica, l’integrazione di misure politiche e strategiche nei piani nazionali e la sensibilizzazione umana ai temi del climate change.

L’impegno degli Stati si palesa dal 1992 a Rio de Janeiro con la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), primo e principale trattato internazionale che ha puntato alla riduzione delle emissioni di gas serra. Sempre più stringenti anche a livello di obblighi per i firmatari, sono i successivi accordi: il Protocollo di Kyoto nel 1997 e l’Accordo di Parigi del 2015 che puntano ad attuare misure volte alla riduzione dei gas serra prodotti dagli Stati ratificatori. Al fine di riassestare gli equilibri climatici entro il 2030, gli scienziati suggeriscono di ridurre del 45% le emissioni totali di gas serra per innescare l’inversione degli effetti del riscaldamento globale.

LA SITUAZIONE A LIVELLO GLOBALE

Secondo le analisi ONU, il continuo cambiamento climatico sta rendendo sempre meno probabile il raggiungimento dell’Obiettivo 13, tanto più se considerato che gli anni dal 2015 al 2020 sono stati i più caldi mai registrati. Di fatti, le concentrazioni atmosferiche dei principali gas serra hanno continuato ad aumentare nonostante la temporanea riduzione delle emissioni nel 2020 connessa alle misure adottate in risposta alla pandemia di COVID-19.

Nel corso del 2020, 118 Paesi hanno segnalato lo sviluppo e l’adozione di strategie nazionali per la mitigazione del rischio catastrofi; 190 parti, compresa l’UE, hanno articolato a livello nazionale obiettivi e indicatori più quantificati e precisi per l’allineamento alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

Nel 2021, 125 dei 154 Paesi in via di sviluppo hanno avviato l’attuazione di misure volte all’adattamento dei piani promossi in seno all’ONU, mostrando promettenti segnali di completamento delle iniziative in tempi brevi e utili.

L’impegno degli Stati è positivamente misurato anche in termini finanziari: si registra infatti un aumento del 10% dei finanziamenti totali destinati alla questione climatica.

LA SITUAZIONE A LIVELLO EUROPEO

Il monitoraggio UE sul Goal 13 si concentra su tre principali analisi: mitigazione del clima, impatti climatici e iniziative a sostegno dell’azione per il clima. Sulla base degli indicatori utilizzati, l’UE non registra buoni risultati, soprattutto per quanto riguarda la riduzione delle emissioni di gas serra, il cui raggiungimento appare ben più lontano del 2030. Inoltre, impatti climatici, come l’aumento delle temperature superficiali e l’acidificazione degli oceani, continuano ad essere particolarmente critici. Tuttavia, il sostegno all’azione per il clima è in aumento, sia in termini di spesa connessa al clima sia di numero di governi locali e regionali che aderiscono al Patto dei sindaci per il clima e l’energia.

Tra le iniziative più recenti promosse dall’Unione, nell’aprile 2021 la Legge europea sul clima ha definito un quadro di azioni per accrescere gli impegni sostanziali e materiali dell’UE. La legge stabilisce inoltre un Comitato consultivo scientifico europeo sui cambiamenti climatici per fornire consulenza e rendicontazione sulle misure elaborate. Oltre ad investire entro i propri confini, l’UE e i suoi Stati Membri sono impegnati finanziariamente anche in azioni esterne. L’investimento pubblico europeo è infatti aumentato del 64% in 5 anni, sia verso i singoli Paesi in via di sviluppo sia verso le grandi istituzioni internazionali.

LA SITUAZIONE A LIVELLO ITALIANO

Secondo l’analisi ASviS, l’Italia deve ancora molto lavorare al fine di avvicinarsi al raggiungimento dell’Obiettivo 13. Si sottolinea infatti che, pur cercando di ottemperare agli impegni internazionali per la promozione degli obiettivi più ambiziosi, la lotta ai cambiamenti climatici non viene identificata come il volano per la ripresa economica.

Il Rapporto fa notare inoltre che né il Pnrr né altri strumenti strategici e normativi fanno riferimento al Piano d’azione per l’adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc), ancora in via di approvazione e in ottemperanza alla Strategia europea. 

Se a livello interno la sfida italiana consiste nell’equipaggiare adeguatamente il sistema Paese per il raggiungimento degli obiettivi climatici, a livello internazionale l’Italia ha ricoperto un ruolo attivo e partecipativo nel corso del 2021. Grazie soprattutto ad eventi quali G20 e COP26, il governo italiano ha dimostrato di poter fare molto per rafforzare il consenso internazionale sul clima e consolidare al contempo la propria azione in merito alla questione climatica. 

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